Scopata Lesbo in Ufficio

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Scopata Lesbo in Ufficio

:!: Il seguente racconto erotico è stato preso da literotica.com e tradotto dal nostro staff. L'autore originale su literotica è Sweetmab108

“Ti sei mai fermata a pensare a me, che ti aspetto a casa mentre te ne vai a letto con qualsiasi ragazza che ti butta le tette in faccia? Ti vengo mai in mente mentre te le baci e ci fai sesso?” Catia mi urlò contro, lanciandomi addosso il giornale che teneva appoggiato sulle gambe mentre tornavo a casa una sera, in ritardo come al solito.

Non sbagliava nel pensare che avevo fatto qualcosa di male, per questo motivo ero in ritardo di un’ora. Nell’ufficio del giornale dove lavoravo c’era una ragazza carina che rimase dopo l’orario di lavoro e venne alla mia porta dopo che tutti gli altri erano tornati a casa per la giornata.

L’avevo vista in giro, ma mai avrei pensato che avesse una cotta per me, finché non mi venne vicino, facendomi domande banali riguardo un pezzo al quale stavo lavorando.

La giovane ragazza era molto attraente, aveva lunghi capelli neri e degli occhi stupendi. Senza contare che il suo era un corpo da urlo. Ero convinta fosse etero, ma dopo che iniziò a flirtare con me capì che era ben lontana dall’esserlo. Immaginai lo sapesse che mi piacciono le donne, in quanto mi vesto e mi comporto da maschiaccio.

Ero seduta alla mia scrivania quando venne, si avvicinò a me e disse:


“Ti trovo molto carina. Ti interessano le ragazze?”


“Beh, grazie. Si, mi piacciono le ragazze, ma ho una compagna che mi sta aspettando a casa”.

“Pensi che se la prenderebbe se passassimo un po’ di tempo insieme?”

“Se lo sapesse, si, si arrabbierebbe moltissimo! Ma ciò che non sa non può ferirla,” le dissi mentre mi alzai dalla sedia.

C’era qualcosa nel fascino di fare sesso nel mio ufficio che sicuramente suscitava il mio interesse. Il pensiero di fare la porca a lavoro mi è passato migliaia di volte per la mente, mentre scrivevo i miei pezzi. Ora avevo l’opportunità di dare vita a questa mia fantasia che da sempre mi stuzzica.

Andai alla porta del mio ufficio mentre la giovane si fermò alla mia scrivania. Mi assicurai che la porta fosse chiusa, e oscurai con le tende la finestra che dava sul corridoio, per privacy.

Tornai nel mio ufficio, e la guardai mentre si toglieva le mutandine e cominciava a rigirarle tra le dita. Capì immediatamente che voleva solo cazzeggiare. Le misi la mano sulla tetta e mi chinai per baciarla. Si vedeva che era affamata di sesso. Le nostre lingue danzavano dentro e fuori le bocche di entrambe mentre gemevamo e toccavamo i corpi l’una dell’altra.
Prese il lembo della gonna e tirò tutto su mostrandosi completamente a me, allargando leggermente le gambe per potermi far vedere meglio la sua fica. Pensai fosse una mossa molto sexy e le misi la mano sulla coscia, facendomi strada tra le sue gambe. Cominciò a gemere buttando la testa all’indietro e leccandosi sensualmente le labbra.

Intanto cominciò a sbottonarmi la cintura, mettendo una mano nel mio slip. Per pochi momenti le permisi di toccarmi, mentre accarezzava quella zona sensibile in mezzo alle mie gambe. Poi tolsi la sua mano dai miei pantaloni e la sollevai sulla scrivania, togliendo di mezzo le varie carte.

La feci sdraiare e la baciai lungo l’addome, fino ad arrivare alla sua fica bagnata. Di risposta si posizionò meglio sollevando i fianchi, dandomi modo di poterla assaporare meglio. Mi concentrai sul farla urlare di piacere, e quando venne inondò la mia faccia con i suoi liquidi.

Si sdraiò di nuovo e cominciò a sbottonarsi la camicetta; slacciò la parte frontale del reggiseno, mostrandomi le sue tette perfette. Giocai con i suoi capezzoli e continuai a toccarle la fica, facendola venire di nuovo ed in fretta. Nonostante volesse ricambiare il favore, la fermai e le dissi,

“Come ti ho detto prima, ho una compagna che mi aspetta a casa”.

Sono molto felice con Catia, la mia compagna. L’ho incontrata mentre lavoravo in ufficio qualche anno fa e ci siamo subito innamorate l’una dell’altra. Ha fatto lei la prima mossa, ma in seguito ho sempre preso io l’iniziativa, desideranodola sempre più dopo la prima volta.

Giuro che non ho mai voluto una relazione extra-coniugale quando scopai con quella giovane ragazza in ufficio. Lo sapevo che era sbagliato, e sapevo quanto quella ragazza fosse attratta da me e non volevo ferire i suoi sentimenti. Con lei è stato puro ed animalesco sesso. Lei non cercava alcuna relazione a lungo termine e sembrava semplicemente che quel giorno fossi riuscita a saziare le sue voglie.

Tornando a noi, raccolsi il giornale che Catia mi aveva lanciato e lo posai sul tavolo, non negando le sue accuse.

“Non voglio discutere con te. Vado a farmi una doccia.” le dissi mentre mi diressi in camera.

Catia mi seguì, non volendo farsi ignorare.

“Dimmi che sbaglio!” mi urlò.

“Dimmi che non eri con qualcuno stasera, quando saresti dovuta tornare a casa più di un’ora fa! Ho preparato la cena e ti ho lasciato tutto pronto, e non hai nemmeno risposto alle mie chiamate. Dimmi che mi sto immaginando tutto. Fallo!”
Prendendola con molta calma per le braccia, la guardai negli occhi e le dissi,

“Cosa vuoi che ti dica Catia? Si, hai ragione? Stavo con un’altra perché tu non mi soddisfi più? Vuoi che ti dica questo?”

“Cosa? Eri con qualcuno? Chi? Chi è?”

Non volendo ammettere le mie colpe, ignorai le sue domande e le dissi,

“Come ho detto, credi a quello che vuoi. Ho lasciato il telefono in macchina quando sono andata a pranzo e sono dovuta rimanere in ufficio per aiutare un novellino a finire un pezzo. Vado a farmi una doccia e mi dispiace essere tornata tardi. E sì, c’è una ragazza a lavoro che voleva fare sesso con me, ma io ho rifiutato dicendole che avevo già una compagna che mi aspettava a casa!”

Non era una totale bugia, solo non le ho detto che ho provato con mano tutta quella mercanzia che mi era stata esposta.

“Chi è lei? Pensi che ci riproverà di nuovo con te? Domani vengo in ufficio e le dico di stare lontana da te!”

“No, non lo farai. Me la vedo io. Ti prego, Catia.”

Dallo sguardo sulla sua faccia, capì che aveva creduto alla mia storia e che ci stava pensando su. Si sentì subito mortificata ed imbarazzata.

Cominciai a spogliarmi mentre Catia rimase ferma a ripensare a ciò che le avevo detto. Timidamente, si avvicinò e mi gettò le braccia al collo, baciandomi dolcemente le labbra. Non volevo continuare mentre addosso a me potevano esserci ancora tracce del profumo di Ginevra.

“Ho davvero bisogno di farmi una doccia, Catia. Possiamo continuare dopo”.

“Promesso? Va bene, vado a riscaldarti la cena”.

Wow, ‘c’è mancato davvero poco’ pensai, mentre entrai nella doccia per togliermi l’odore di sesso da dosso.

Dopo aver scopato per bene con la mia compagna, andai a dormire chiedendomi se quella giovane ragazza volesse a breve la meravigliosa scopata di stasera!

Fonte originale inglese: Office Interlude on literotica.com
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